Una nota del chirurgo
Perché ho scritto questa guida
Quando a un uomo viene diagnosticato un tumore della prostata, la prima domanda non dovrebbe essere dove operarsi, ma se operarsi. Questa guida comincia da qui: quali alternative esistono e in quali casi la chirurgia ha senso.
Se la chirurgia è l’opzione giusta, la tecnica conta. Ho imparato l’approccio laterale dal suo ideatore, il Dr. Richard Gastón, che da diciassette anni viene a operare in ICUA e continua a farlo. Nel 2023 abbiamo pubblicato insieme i risultati di entrambi: non c’erano grandi differenze tra i suoi e i miei.
Se viene a Madrid a operarsi seguendo questa guida, la opererò io, con la mia équipe di ICUA.
Quando do una cifra, le dico da dove viene e a quali pazienti si riferisce. Le cifre riguardano gruppi di pazienti; nessuna descrive ancora il suo caso.
Dr. Fernando Gómez Sancha · Urologo, Madrid
Se ha un sintomo urgente in questo momento
Non riesce a urinare, perde molto sangue o coaguli, ha febbre, dolore al petto, fiato corto, una gamba gonfia o è confuso: vada al pronto soccorso della sua zona. Non mi scriva un’e-mail, vada in ospedale.
Inizi da qui
In una frase
La prostatectomia radicale asporta l’intera prostata con il tumore al suo interno. Con l’approccio laterale, il robot raggiunge la prostata da un lato, attraverso una piccola finestra, senza smontare la struttura che la sostiene davanti: il complesso pubovescicale anteriore.
Detto in altre parole
Si toglie ciò che va tolto e si tocca il meno possibile di ciò che serve a controllare l’urina e a conservare l’erezione.
Prima di decidere
Operarsi o no?
Non tutti i tumori della prostata richiedono un trattamento immediato, e la chirurgia non è l’unica opzione. La decisione dipende dal rischio del tumore, dalla sua età e dal suo stato di salute, e da ciò che conta di più per Lei. Prima di parlare di tecnica, è bene avere chiare queste tre cose.
1. Che la diagnosi sia completa
Per decidere bene bisogna sapere quanto tumore c’è, quanto è aggressivo e se è confinato alla prostata. Di solito questo significa:
- Biopsia con il gruppo ISUP (da 1 a 5, dal meno al più aggressivo) e quanti prelievi contenevano tumore. Meglio se è stata guidata dalla risonanza.
- Risonanza multiparametrica della prostata. Oltre ad aiutare nella diagnosi, mi dice dove si trova il tumore e se si avvicina ai nervi dell’erezione.
- Stadiazione se il rischio è intermedio sfavorevole o alto: PET-PSMA, oppure TC e scintigrafia ossea, a seconda della disponibilità.
| Gleason | Gruppo ISUP |
|---|---|
| 6 (3+3) | 1 |
| 7 (3+4) | 2 |
| 7 (4+3) | 3 |
| 8 (4+4, 3+5 o 5+3) | 4 |
| 9 o 10 | 5 |
Il gruppo ISUP indica l’aggressività del tumore, ma non il rischio da solo: per classificare il rischio si tiene conto anche del PSA e di ciò che emerge dalla visita e dalla risonanza.
Se manca qualcosa, glielo diremo quando valuteremo il suo caso. A volte si può completare a Madrid prima dell’intervento.
2. Conoscere le alternative
| Opzione | Per chi è di solito | Che cosa comporta | L’aspetto più rilevante |
|---|---|---|---|
| Sorveglianza attiva | Tumori a basso rischio e alcuni a rischio intermedio favorevole. | Non si tratta subito. Si controlla con PSA, risonanza e nuove biopsie, e si tratta solo se il tumore cambia. | Evita o ritarda gli effetti collaterali del trattamento. Richiede costanza nei controlli. |
| Prostatectomia radicale | Tumori localizzati a rischio intermedio o alto, in uomini in buona salute e con una lunga aspettativa di vita. | Si asportano la prostata e le vescicole seminali e si esamina l’intero pezzo operatorio. | All’inizio, perdite di urina ed erezione peggiore, che migliorano nel giro di mesi. Se in seguito servisse la radioterapia, resta possibile. |
| Radioterapia esterna o brachiterapia | Rischio intermedio o alto, e uomini per i quali la chirurgia è meno indicata. | Sedute per diverse settimane, oppure semi radioattivi. Nel rischio intermedio o alto si associa di solito a una terapia ormonale temporanea. | Sintomi urinari e intestinali; l’erezione tende a peggiorare in modo progressivo. Operare dopo una radioterapia è più difficile. |
| Trattamento focale | Casi molto selezionati, con un tumore piccolo e ben localizzato. | Si tratta solo la zona del tumore, per esempio con ultrasuoni focalizzati (HIFU). | Meno effetti collaterali, ma con meno dati di follow-up a lungo termine e più necessità di controlli. |
Nei grandi studi che hanno confrontato chirurgia, radioterapia e sorveglianza nei tumori localizzati, la sopravvivenza a lungo termine è risultata molto simile. Ciò che cambia tra un’opzione e l’altra è il tipo di effetti collaterali e il modo in cui si segue la malattia. Per questo la domanda non è solo «che cosa guarisce di più», ma «che cosa si adatta meglio al mio tumore e alla mia vita».
3. Che qualcuno le abbia parlato di tutte
Le consiglio, prima di decidere, di parlare anche con un radioterapista oncologo, nel suo Paese o qui. Se dopo questo la chirurgia resta la sua scelta, in questa guida le spiego come la eseguo io.
La tecnica
Che cos’è l’approccio laterale
Nella tecnica più diffusa, il chirurgo raggiunge la prostata da davanti. Nell’approccio laterale, sviluppato dal Dr. Gastón, si entra da un lato della prostata, con accesso diretto alle vescicole seminali.
- Restano intatti il complesso pubovescicale anteriore, che sostiene davanti la vescica e l’uretra come un’impalcatura, e il plesso di Santorini, una rete di vene che ricopre la prostata anteriormente.
- Le strutture vascolari e nervose aderenti alla prostata vengono dissecate con il minimo uso di energia termica.
- Nella nostra casistica, l’approccio laterale è stato possibile nel 90,5% dei miei pazienti. Negli altri, per le caratteristiche del tumore, della prostata o del paziente, si è usata un’altra via.
Servizio · EFE Salud
Asportare la prostata per eliminare il tumore
Servizio dell’agenzia EFE sulla prostatectomia radicale robotica. Se vuole guardare un solo video, le consiglio questo. Lo guardi su YouTube.
Avvertenza: contiene immagini reali della prostata asportata.
Televisione · La 1 de TVE
Il robot chirurgico spiegato in televisione
Intervista a «La mañana» di La 1 de TVE sulla chirurgia robotica. Lo guardi su YouTube.
Chirurgo: Dr. Gómez Sancha
Così opero con l’approccio laterale
Prostatectomia radicale robotica secondo la tecnica di Gastón, registrata in ICUA. Lo guardi su YouTube.
Avvertenza: video chirurgico, con immagini reali dell’interno del corpo durante l’intervento. Lo guardi solo se desidera conoscerne i dettagli.
Chirurgo: Dr. Gastón · Aiuto: Dr. Rodríguez Socarrás
Chirurgia transcontinentale: il chirurgo in Europa e il paziente in Cina
Prostatectomia robotica a distanza, con un’intervista del Dr. Gómez Sancha a entrambi i chirurghi. Lo guardi su YouTube.
È una dimostrazione di fin dove arriva la tecnologia. Il suo intervento a Madrid non è a distanza: il chirurgo è nella stessa sala operatoria in cui si trova Lei.
Perché l’approccio laterale protegge meglio i nervi dell’erezione
Schemi semplificati, non in scala.
2Via convenzionale, vista in sezione. I nervi non sono solo due cordoni posteriori (le bandellette): formano un velo di fibre attorno alla prostata, e quelle anteriori si dirigono ai corpi cavernosi. Lavorando da davanti, la prostata esce verso l’alto portando con sé il plesso di Santorini e quelle fibre anteriori (in alto a destra); si conservano quelle posteriori. 3Approccio laterale. Si entra dalla faccia anterolaterale e la dissezione avanza aderente alla capsula della prostata, all’interno del velo di nervi. Il plesso di Santorini e le fibre anteriori non vengono toccati. 4Alla fine. La prostata esce dalla sua loggia attraverso quella stessa finestra anterolaterale e l’anello di nervi e vasi rimane completo. Quanto si può preservare dipende sempre dall’estensione del tumore, che si valuta prima e durante l’intervento.
Risultati
Che cosa dicono i nostri risultati pubblicati
Sono i miei 224 pazienti operati con approccio laterale tra gennaio 2015 e marzo 2021, con un follow-up medio di circa 4,7 anni1. Risultati del centro
Come leggere queste cifre
Contano solo i pazienti nei quali è stato possibile l’approccio laterale. Chi ha avuto bisogno di radioterapia in seguito non rientra nella cifra della continenza, e chi aveva già una disfunzione erettile prima dell’intervento non rientra in quella dell’erezione.
Un margine positivo non equivale al ritorno del tumore. Nel 37,9% c’era qualche margine positivo, quasi sempre focale; quello che pesa di più sulla prognosi è il margine significativo.
Altre comunicazioni del nostro gruppo, con definizioni diverse, riportano cifre differenti. Qui usiamo lo studio completo pubblicato.
| Risultato | Dr. Gastón (n = 289) | Dr. Gómez Sancha (n = 224) |
|---|---|---|
| Continenza alla rimozione del catetere | 86% | 85% |
| Continenza a un anno | 96% | 98% |
| Erezione a un anno | 73% | 72% |
| Margine significativo (> 2 mm) | 5,9% | 7,6% |
| Recidiva biochimica | 11,7% | 12,0% |
Viaggiare a Madrid
Il percorso, passo dopo passo
Scrive a icua@icua.es senza allegati e invia i referti tramite SwissTransfer, con password.
Biopsia con gruppo ISUP, risonanza, PSA e stadiazione, se è stata eseguita.
L’équipe verifica che la documentazione sia completa e valutiamo se la chirurgia è ragionevole.
Non acquisti i biglietti finché non avrà date provvisorie.
Visita, esami preoperatori, intervento e ricovero di 2-3 giorni.
Può restare finché non le rimuoviamo il catetere, tra il 7° e il 10° giorno, oppure tornare a casa con il catetere. Ne parliamo più avanti.
Esame istologico, PSA e follow-up con il suo urologo, al quale inviamo una relazione completa.
Se in seguito servisse la radioterapia, di solito si farebbe nel suo Paese.
Lasciare l’ospedale con il catetere
Dopo l’intervento porterà un catetere vescicale per alcuni giorni, mentre si cicatrizza la giunzione tra vescica e uretra. Lascia l’ospedale con il catetere, collegato a una piccola sacca fissata alla gamba, sotto i pantaloni.
Ci sono due opzioni:
- Restare a Madrid finché non le rimuoviamo il catetere, tra il 7° e il 10° giorno, e verificare come urina prima di rientrare.
- Tornare a casa con il catetere e farlo rimuovere dal suo urologo nella data che le indicheremo. Viaggiare con il catetere fissato alla gamba è abbastanza sicuro.
Prima della dimissione le insegniamo a gestirlo e le forniamo il necessario:
- La sacca sempre al di sotto della vescica, e il catetere fissato alla coscia perché non tiri.
- La svuoti quando è piena a metà, prima di un viaggio lungo e prima dell’imbarco.
- Di notte si collega una sacca più grande.
- Beva acqua regolarmente. In aereo, meglio un posto lato corridoio.
- Tenga nel bagaglio a mano sacche di ricambio e la lettera di dimissione con la data di rimozione.
Alcuni uomini, soprattutto i più giovani, hanno erezioni notturne già nei giorni in cui portano il catetere. Possono essere fastidiose, ma sono normali e non bisogna fare nulla. Quando i nervi sono stati conservati, di solito sono un buon segno.
Quando cercare aiuto urgente
Se l’urina smette di uscire e sente la pancia gonfia o dolore, se ha febbre o brividi, se perde molto sangue o coaguli, o se il catetere si sfila: vada al pronto soccorso della sua zona.
Organizzare il soggiorno
Viaggiare per operarsi solleva dubbi che una spiegazione tecnica non risolve: quali referti inviare, quanto restare, quando è sicuro volare, chi la aiuta se succede qualcosa una volta a casa. Ecco come organizziamo un intervento per pazienti provenienti da fuori Spagna. Non è un pacchetto chiuso e non sostituisce un piano pensato per Lei.
Opzione A
Restare fino alla rimozione del catetere
Tra 10 e 12 giorni a Madrid
Arriva uno o due giorni prima dell’intervento, il ricovero dura 2-3 giorni e il catetere si rimuove tra il 7° e il 10° giorno. Verifichiamo come urina prima che rientri a casa.
Da considerare: più notti di alloggio.
Opzione B
Tornare a casa con il catetere
Circa 4 o 5 giorni a Madrid
Arriva uno o due giorni prima dell’intervento e può volare appena le diamo la dimissione, dopo 2 o 3 giorni, con il catetere fissato alla gamba. Il suo urologo glielo rimuove nella data che le indicheremo.
Da considerare: occorre concordare prima l’appuntamento con il suo urologo.
Cominci a casa: gli esercizi del pavimento pelvico
La continenza si recupera prima se il muscolo che chiude l’uretra è allenato. L’ideale è iniziare qualche settimana prima dell’intervento, perché farli bene non è così facile come sembra: molti uomini contraggono i glutei, l’addome o le cosce invece del pavimento pelvico.
- Per individuare il muscolo, immagini di trattenere un gas o di interrompere il getto di urina. Lo usi solo per identificarlo: non si eserciti interrompendo davvero il getto.
- Contragga senza muovere i glutei né trattenere il respiro, mantenga per qualche secondo e poi rilassi del tutto.
- Se ha accesso a un fisioterapista specializzato nel pavimento pelvico, una o due sedute prima dell’intervento la aiuteranno a eseguirli correttamente.
A Madrid li ripassiamo con Lei prima dell’intervento.
Invii le informazioni giuste
Referto della biopsia con il gruppo ISUP e il numero di prelievi con tumore · risonanza multiparametrica (referto e, se possibile, le immagini) · storico del PSA · stadiazione, se è stata eseguita · farmaci e allergie, soprattutto anticoagulanti e antiaggreganti · malattie rilevanti e problemi con anestesie precedenti · interventi precedenti all’addome, ernie o trattamenti alla prostata · come urina e come sono le sue erezioni oggi · che cosa è prioritario per Lei.
Non invii referti tramite e-mail ordinaria né tramite social network. Nella sezione sulla valutazione del caso le spiego come farlo in modo sicuro.
Valutazione iniziale e visita
Per prima cosa verifichiamo che la documentazione sia completa. Poi valuto se la chirurgia è ragionevole nel suo caso e se manca qualche esame. Questa prima valutazione è orientativa, non una diagnosi, ed è coperta dal segreto professionale.
Dalla visita deve uscire sapendo: se la chirurgia è una buona opzione rispetto alle alternative, che cosa prevedo di poter fare con i nervi dell’erezione, se sarà necessario asportare i linfonodi, un preventivo scritto e il tempo stimato a Madrid.
Organizzi il viaggio
Non acquisti biglietti non rimborsabili finché non confermiamo date provvisorie. Se resta fino alla rimozione del catetere, preveda tra 10 e 12 giorni a Madrid; se torna a casa con il catetere, circa 4 o 5 giorni.
Tenga presente: un accompagnatore, almeno nei primi giorni · un alloggio vicino alla clinica e con ascensore · i suoi farmaci abituali · i limiti della sua assicurazione per un intervento programmato all’estero · assorbenti per incontinenza per i giorni dopo la rimozione del catetere · un margine nel caso in cui il ricovero si prolunghi.
Valutazione di persona a Madrid
Uno o due giorni prima dell’intervento rivediamo i suoi esami, eseguiamo la valutazione preoperatoria e firmiamo il consenso informato. Parliamo con calma di quali nervi prevedo di conservare, della continenza e dell’erezione, di come gestire gli anticoagulanti e di che cosa succederebbe se in sala operatoria emergesse qualcosa di inatteso.
Ripassiamo con Lei gli esercizi del pavimento pelvico, per verificare che li esegua correttamente.
Intervento e ricovero
Il ricovero dura di solito 2-3 giorni. Prima della dimissione riceve: lettera di dimissione · istruzioni per il catetere e per i farmaci · calze a compressione ed eparina in iniezione per un mese, per prevenire la trombosi · segnali d’allarme e un contatto per le urgenze attivo 24 ore · quando sarà pronto l’esame istologico.
Recupero a Madrid
È normale sentirsi stanchi, avere fastidio nelle piccole ferite dell’addome, dolore alle spalle nei primi giorni a causa del gas della laparoscopia, un po’ di gonfiore allo scroto o al pene, e un po’ di sangue nelle urine o attorno al catetere quando va di corpo.
Siamo noi a decidere quando può lasciare Madrid: una data di volo già acquistata non dovrebbe contare più di una febbre, un sanguinamento o un problema con il catetere.
Rimozione del catetere e volo di ritorno
Quando si rimuove il catetere è normale perdere un po’ di urina, soprattutto tossendo o alzandosi. Continui con gli esercizi del pavimento pelvico e porti con sé degli assorbenti.
Per volare, soprattutto nei voli lunghi: beva acqua, si alzi e cammini ogni ora, indossi le calze a compressione e non salti l’iniezione di eparina. Farmaci, referti e contatti di emergenza nel bagaglio a mano.
Il follow-up una volta a casa
Non finisce quando si imbarca. Quando sarà pronto l’esame istologico, glielo spiego in una videoconsulenza. Il primo PSA si esegue a sei settimane e deve essere non rilevabile. Seguiamo insieme la continenza e l’erezione nei primi mesi.
Con il suo consenso, inviamo una relazione completa al suo urologo di riferimento, che sarà colui che la seguirà da vicino.
Dopo l’intervento
Com’è il referto dell’esame istologico
Alcune settimane dopo l’intervento arriva il referto dell’esame istologico: lo studio al microscopio dell’intera prostata. È il documento più importante del follow-up, perché dice com’era davvero il tumore, e non sempre coincide con ciò che mostravano la biopsia e la risonanza. Glielo spiegherò in una videoconsulenza, ma è utile che sappia che cosa vi troverà.
La mappa del tumore
Il patologo taglia l’intera prostata a fette, dall’apice (la punta, vicino allo sfintere) alla base (vicino alla vescica), e studia ogni fetta intera al microscopio. Così può disegnare dove si trova il tumore e misurare quanto si avvicina al bordo. Queste immagini provengono da un referto reale, anonimizzato. Negli schemi, il lato destro del paziente compare a sinistra dell’immagine, come in una TC.
AB
CD
EF- AL’apice, tagliato a lamelle. È la zona più delicata per la continenza, e il patologo la studia a parte con particolare attenzione.
- BUna fetta completa. In alto c’è la faccia anteriore e in basso quella posteriore, vicino al retto. Le linee colorate circondano i focolai di tumore; quando ce n’è più di uno, ogni focolaio ha il suo colore.
- CL’ingrandimento. Prima di tagliarla, tutta la superficie della prostata viene colorata con inchiostro. Al microscopio si misura la distanza tra il tumore e quell’inchiostro, che è il bordo del pezzo. Questa misura stabilisce se il margine è positivo o negativo.
- DUn’altra fetta, più verso la base. Seguendo le fette si vede come cambia la dimensione di ogni focolaio lungo la prostata.
- ELa mappa d’insieme. Riunisce tutte le fette in un unico disegno e mostra dove si trova ogni focolaio, con le vescicole seminali in basso.
- FLa prostata vista di lato. Aiuta a capire a quale altezza e su quale faccia si trova ogni focolaio.
Che cosa dice il testo
Oltre alle immagini, il referto contiene una descrizione e una diagnosi. Queste sono le voci che è utile capire.
- 1Materiale e descrizione. Che cosa è stato esaminato (la prostata con le vescicole seminali e, se sono stati asportati, i linfonodi), quanto misura e quanto pesa. Il peso è quello della prostata, non del tumore.
- 2Gleason e gruppo ISUP: l’aggressività. Il Gleason somma i due pattern più frequenti del tumore, ciascuno da 3 a 5. Oggi si riassume nel gruppo ISUP, da 1 (il meno aggressivo) a 5. Se ci sono più focolai, si descrive ciascuno, e la prognosi è determinata dal più aggressivo. Non è raro che il grado sul pezzo operatorio sia diverso da quello della biopsia.
- 3Margini. Se il tumore tocca l’inchiostro, il margine è positivo; altrimenti è negativo, e a volte si indica a quale distanza si trova. Un margine positivo non significa necessariamente che sia rimasto del tumore: lo spieghiamo nelle domande frequenti.
- 4Estensione fuori dalla prostata. Indica se il tumore ha superato la capsula che la avvolge e se interessa le vescicole seminali.
- 5Invasione perineurale e vascolare. Quella perineurale (il tumore cresce lungo piccoli nervi all’interno della prostata) è frequente e non significa che il tumore sia uscito dalla ghiandola.
- 6Linfonodi. Quanti ne sono stati esaminati e se qualcuno contiene tumore.
- 7Lo stadio pTN. Il riepilogo finale. La «p» indica che si basa sul pezzo operatorio. pT2: il tumore è all’interno della prostata. pT3a: ne è uscito in modo limitato. pT3b: interessa le vescicole seminali. N0: linfonodi senza tumore; N1: qualche linfonodo coinvolto.
E dopo?
Il referto, insieme al PSA a sei settimane, che deve essere non rilevabile, determina il follow-up. Nella maggior parte dei casi basta controllare il PSA. Quando il tumore è più aggressivo o è uscito dalla prostata, valuteremo se convenga una sorveglianza stretta o aggiungere la radioterapia. Il suo referto lo esamineremo insieme.
Domande
Domande frequenti
Chi mi opererà?
Io, il Dr. Gómez Sancha, con la mia équipe di ICUA. Ho imparato la tecnica dal Dr. Gastón, che continua a venire a Madrid a operare.
Per quanto tempo porterò il catetere?
Nella nostra casistica è stato rimosso tra il 7° e il 10° giorno dopo l’intervento.
Recupererò l’erezione?
È la domanda che pesa di più per molti uomini, e la risposta dipende soprattutto da tre cose: com’erano le sue erezioni prima dell’intervento, la sua età e se è possibile conservare i nervi dell’erezione, che decorrono aderenti alla prostata su entrambi i lati.
Conservare quei nervi dipende dal tumore, non solo dalla tecnica. Se il tumore è vicino a essi, la priorità è asportarlo completamente, e potrei dover sacrificare il nervo di quel lato. Nella mia casistica ho potuto conservarli entrambi nel 73% dei pazienti1. Ne parleremo prima dell’intervento, con la sua risonanza e la sua biopsia davanti.
Il recupero è lento. I nervi risentono dell’intervento anche se vengono conservati, e l’erezione di solito ritorna gradualmente nel corso di mesi, a volte fino a uno o due anni. Negli uomini con buona funzione prima dell’intervento, il 66% poteva avere rapporti a 3 mesi e il 72% a un anno, con o senza compresse come il sildenafil o il tadalafil1.
Nel frattempo non si tratta di aspettare senza fare nulla. Anche se i nervi sono stati conservati, la manipolazione durante l’intervento li lascia «storditi» e per settimane o mesi non trasmettono bene i loro segnali. Perché il tessuto del pene non perda elasticità né irrorazione mentre si recuperano, dopo l’intervento prescriviamo un programma di riabilitazione con tadalafil e una pompa a vuoto. Le spiegheremo come usarli.
Se questo non basta, ci sono altre opzioni, come le iniezioni nel pene; se alla fine l’erezione non si recupera, esiste la protesi peniena.
Ci sono cose che cambiano sempre, ed è meglio saperle prima:
- Non ci sarà eiaculazione. L’orgasmo si mantiene, ma è secco, perché si asportano la prostata e le vescicole seminali.
- Non potrà più avere figli in modo naturale. Se per Lei è importante, si può congelare il seme prima dell’intervento.
- Alcuni uomini notano la perdita di qualche goccia di urina durante l’orgasmo, o che il pene sembra un po’ più corto. Di solito migliora con il tempo.
Che cosa succede se il margine risulta positivo?
È la prima cosa che spaventa leggendo il referto, perché suona come «non hanno tolto tutto». Molte volte non è così.
Pensi di sbucciare un’arancia con un coltello sottile, cercando di non toccare gli spicchi. Prima di esaminarla, il patologo colora con inchiostro tutta la superficie della prostata, che sarebbe la buccia dell’arancia. Se trova cellule tumorali a contatto con quell’inchiostro, il margine è positivo. Questo descrive il pezzo che è sul tavolo, non ciò che resta dentro di Lei: può essere rimasta malattia, ma può anche darsi che il taglio sia passato attraverso il tumore e il resto sia uscito intero con la prostata. Il referto non permette di distinguerlo.
Ciò che invece lo distingue è il PSA. Senza prostata, il PSA deve scendere in poche settimane fino a diventare non rilevabile. Se resta così, non c’è tessuto prostatico attivo; se torna a salire, ce lo segnala mesi prima che compaia qualsiasi sintomo.
Per questo, con un margine positivo, nella maggior parte dei casi non si fa subito la radioterapia. Tre grandi studi hanno confrontato la radioterapia subito dopo l’intervento con il controllo del PSA e il trattamento precoce in caso di aumento, e non hanno riscontrato che trattare subito fosse meglio4. Causava invece più problemi di continenza, intestinali e di erezione. Con la sorveglianza, la maggior parte degli uomini non ha mai avuto bisogno della radioterapia.
La sorveglianza funziona se viene rispettata. Le indicheremo quando eseguire le analisi del PSA ed è importante non saltarne nessuna, anche se si sente benissimo: la radioterapia di salvataggio funziona tanto meglio quanto più basso è il PSA all’inizio5.
Ci sono situazioni diverse, che discutiamo caso per caso: se il PSA non diventa non rilevabile dopo l’intervento, oppure se il tumore era molto aggressivo, invadeva le vescicole seminali o interessava i linfonodi.
Nella nostra casistica, il margine è stato positivo nel 37,9% dei casi, quasi sempre focale, e significativo (oltre 2 mm) nel 7,6%1.
Valutazione del caso
Se desidera che valutiamo il suo caso
Primo contatto
Scriva a icua@icua.es senza allegare documenti. L’équipe risponde entro 24-48 ore e le indica come inviare i referti in modo sicuro.
Che cosa tenere pronto
- Referto della biopsia, con il gruppo ISUP.
- Risonanza multiparametrica.
- Storico del PSA.
- Farmaci e malattie rilevanti.
Per approfondire
Video integrali della tecnica e bibliografia
Interventi completi, non montati, registrati in ICUA. Sono pensati per i professionisti, ma anche per il paziente che desideri vedere l’intervento reale.
Avvertenza: sono video chirurgici con immagini esplicite dell’interno del corpo.
Chirurgo: Dr. Gómez Sancha
Prostatectomia radicale robotica secondo la tecnica di Gastón
Approccio laterale con preservazione del complesso pubovescicale anteriore. Lo guardi su YouTube.
Chirurgo: Dr. Gastón · Aiuto: Dr. Gómez Sancha
Prostatectomia radicale robotica con accesso laterale
Intervento eseguito in ICUA dall’ideatore della tecnica. Lo guardi su YouTube.
Chirurgo: Dr. Gastón
Full length robotic radical prostatectomy, lateral approach
Intervento completo, senza tagli. Lo guardi su YouTube.
Altri video nella playlist Cirugías Robóticas Da Vinci del canale del Dr. Gómez Sancha.
Bibliografia
- Rodríguez Socarrás M, Gómez Rivas J, Reinoso Elbers J, et al. Robot-Assisted Radical Prostatectomy by Lateral Approach: Technique, Reproducibility and Outcomes. Cancers 2023;15:5442. doi:10.3390/cancers15225442
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- Reinoso Elbers J, Rodríguez Socarrás M, et al. V07-08 Feasibility and clinical outcomes of robot-assisted radical prostatectomy by lateral approach. J Urol 2022;207(5S). Video.
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